Isola di San Giulio

Già nei primi secoli del medioevo l’isola compare nella documentazione come luogo strategico e fortificato, sul quale nel 1219 i Vescovi di Novara assumono la piena sovranità. Ai piedi del monumentale edificio un tempo occupato dal Seminario, e oggi sede di una comunità monastica femminile, sorge la suggestiva basilica di S. Giulio: la tradizione, contenente interessanti riferimenti storici, vuole che questa sia la centesima e ultima chiesa fondata da san Giulio, originario dell’isola di Egina in Grecia, che con il fratello Giuliano avrebbe dedicato gli ultimi anni di vita all’evangelizzazione del lago d’Orta. La chiesa attuale a tre navate, d’impianto romanico ma con numerosi rimaneggiamenti dei secoli successivi, fu edificata nel XII secolo. Al suo interno è custodito un prezioso ambone scolpito (in marmo serpentino verde d’Oira) e sorretto da quattro colonne più antiche, vero capolavoro della scultura romanica del XII secolo, mentre una ricca decorazione ad affresco – risalente a più interventi tra XIV e XVIII secolo – orna pareti e volte dell’edificio.

L’aspetto più propriamente barocco è costituito soprattutto dall’apparato decorativo del catino absidale e delle volte della navata maggiore, con affreschi del valsesiano Carlo Borsetti, mentre per quanto riguarda le testimonianze più antiche una successione di affreschi, nati verosimilmente con intenzioni di supplica o di ringraziamento da parte dei committenti, copre buona parte delle pareti delle navate laterali (ove sono visibili anche capitelli relativi al rifacimento del XII secolo) e sui pilastri che sostengono le campate della volta.

 


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