Eremo di Santa Caterina

La costruzione del complesso di Santa Caterina è avviata nel XII secolo, ad opera del mercante Alberto Besozzi, che, scampando a un naufragio durante una traversata del lago, secondo la tradizione fa voto di ritirarsi per il resto della sua vita in preghiera e solitudine in una grotta in quel tratto di costa. Il complesso monastico sorse intorno al XIV secolo, e venne inizialmente retto per un breve periodo dai Domenicani, ai quali succedettero dal 1314 frati dell’Ordine di Sant’Ambrogio ad Nemus. A partire dal 1670 vi si insediano i Carmelitani di Mantova, che mantengono il monastero per un secolo, fino alla soppressione (avvenuta nel 1770). La facciata della chiesa si presenta oggi con un porticato rinascimentale con quattro archi a tutto sesto, in cui sono conservati i resti di un ciclo di affreschi attribuito ad uno dei figli di Bernardino Luini; sulla sinistra invece, a strapiombo sul lago, si erge il campanile risalente al XIV secolo. Di particolare interesse anche il sacello, che costituisce il nucleo più antico del complesso, risalendo al 1195. Si presenta su un livello inferiore rispetto alle restanti parti della chiesa, e riprende le dimensioni del sepolcro di Santa Caterina sul Sinai. Pregevoli, all’interno, sono i cicli affrescati risalenti ad epoca bassomedievale, oltre alle interessanti vetrate istoriate, ad un organo napoletano opera di Domenico Antonio Rossi (1783) ed una statua policroma della Vergine col Bambino, risalente al XVII secolo.

 


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